IL PRINCIPE ALADIN - Cosenza

   

Venerdi 27 Marzo 2020 Ore 21.00
Teatro A.Rendano - Cosenza

 

IL PRINCIPE ALADIN

 

Platea € 20.00

Palco Platea € 18.00

I Ordine € 15.00

II Ordine  € 13.00

Galleria  € 10.00


 

Il Principe Aladin

La vera storia delle terre di……quaggiù

La storia del ladruncolo dal cuore d’oro più famoso del mondo torna a teatro in una rivisitazione a cura di Compagnia delle Alghe.

Il giovane Aladin (Francesco Properzi) (Francesco Properzi) conduce una vita di miseria, procurandosi cibo e denaro rubacchiando qua e là. Abù (Danilo Aiello), (Danilo Aiello) compagno di misfatti, è suo fedele amico e insieme, sin dalla tenera età, condividono mille e più avventure. Un giorno, al mercato, proprio mentre sono impegnati nei soliti espedienti, Aladin (Francesco Properzi) nota due donne misteriose in difficoltà e decide di intervenire per salvarle dalle grinfie del capoguardia del Sultano (Giorgio Naccarato). È a quel punto che una delle due rivela la sua vera identità: si tratta della principessa Jasmine (Marianna Esposito), figlia del Sultano (Giorgio Naccarato), che, con la complicità della sua dama di compagnia Shadia, è fuggita da Palazzo dopo aver assistito all’ennesima sfilata di ricchi principi organizzata per obbligarla a scegliere un marito prima del suo diciottesimo anno d’età. Fra Aladin (Francesco Properzi) e Jasmine (Marianna Esposito) sembra nascere da subito un’intesa speciale, ma, felice di aver finalmente l’occasione di catturare un ricercato, il Capoguardia conduce il giovane in prigione. Mentre Jasmine (Marianna Esposito) è assalita dai sensi di colpa, il Gran Visir Jafar (Antonio Fratto) e il suo fido Jago (Antonio Filippelli) tramano alle spalle del Sultano (Giorgio Naccarato), fingendosi accorti consiglieri, per recuperare la Lampada dei Desideri nel fondo di una grotta sperduta nel deserto e soddisfare così la loro sete di potere. L’impresa è resa però complicata dal fatto che per introdursi nella caverna serve un’anima pura. I due decidono che Aladin (Francesco Properzi) potrebbe essere un buon candidato e lo convincono, con l’inganno, ad accettare l’affare grazie alla promessa di impedire la sua condanna a morte. Una volta ai piedi della grotta, in un gioco di fraintendimenti, Jago (Antonio Filippelli) taglia erroneamente la fune con cui Aladin (Francesco Properzi) e Abù (Danilo Aiello) si erano calati all’interno. Qui, sfregando casualmente ciò che sembra poco più di un semplice barattolo di latta in mezzo a cataste di tesori preziosi, fanno la conoscenza dell’esilarante e incontenibile Genio (Mirko Iaquinta), rinchiuso da ben diecimila anni fra le pareti della Lampada dei Desideri. È così che Aladin (Francesco Properzi) diventa il “padrone” di ben tre desideri e servendosi di uno di questi veste i panni del Principe Alì, signore delle terre di quaggiù, nella speranza di poter sposare la principessa Jasmine (Marianna Esposito) a cui ormai appartiene il suo cuore. Alla corte del Sultano (Giorgio Naccarato) però, impacciato e involontariamente sbruffone, il Principe Alì/Aladin (Francesco Properzi) non riesce a fare una buona impressione su Jasmine (Marianna Esposito) che si ritira delusa nelle sue stanze. Desideroso di farsi perdonare, appare davanti al suo balcone in sella ad un tappeto volante e la conduce sui tetti della città in un romantico volo. Nel frattempo, Jafar (Antonio Fratto) e Jago (Antonio Filippelli), certi della reale identità del Principe Alì, lo fanno arrestare e con uno stratagemma firmano una clausola sul Libro della Legge secondo la quale Jasmine (Marianna Esposito) sarebbe andata in sposa proprio al Gran Visir. Ricorrendo ai poteri del Genio (Mirko Iaquinta), Aladin (Francesco Properzi) è di nuovo in libertà e proprio quando Jafar (Antonio Fratto) è pronto ad ufficializzare il suo matrimonio con Jasmine (Marianna Esposito) davanti al popolo, il tranello è svelato e Jasmine (Marianna Esposito) può ricongiungersi al suo amato Aladin (Francesco Properzi) mentre il Genio (Mirko Iaquinta), dopo aver “ceduto” il suo posto da prigioniero della Lampada al Gran Visir, può finalmente dirsi un uomo libero.