SEZIONE          ARTI VISIVE

FESTIVART  ARTI VISIVE

a cura di Vittorio Cappelli

CESARE BERLINGERI

PIEGARE LA PITTURA

a cura di Paolo Aita

L’opera di Cesare Berlingeri mostra a piene mani l’inadeguatezza del binomio centro/periferia, nel caso si voglia provare oggi a descrivere le geografie culturali e artistiche del mondo contemporaneo. Non ha più molto senso, infatti, misurare il grado di ritardo delle periferie rispetto a un centro che, o non c’è più, oppure, quando sembra che ci sia ancora, lo si vede circolare, frangersi e moltiplicarsi per ogni dove. Si può vivere a Taurianova ed essere sempre in cammino. Viceversa può accadere di inciampare e infine di fermarsi, pur vivendo a New York, a São Paulo o a Tokio.

Nelle pieghe delle pitture di Berlingeri qualcuno ha già colto l’indizio ripetuto dell’erranza: “la loro ricorrente somiglianza con il fagotto e il tascapane” (Trini). In questa mostra, all’incanto e all’enigma dell’erranza silenziosa  si  aggiunge la “luce meridiana” che promana dai monocromi dell’artista (Aita).

Ecco qui, forse, in questi due termini – il viaggio e lo sguardo meridiano – non un’antinomia ma la congiunzione e il superamento del nesso centro/periferia. Le fatiche e le lacerazioni della Calabria e del Mediterraneo, si traducono nella leggerezza trasognata delle opere e della stessa persona dell’artista, il quale disegnando curve nello spazio entra in intimità col mondo e ce ne dice le vibrazioni.

L’Università della Calabria accoglie questa mostra dopo le recenti esposizioni di Berlingeri in Brasile (Goiânia, Salvador de Bahia, Rio de Janeiro), in Cina (Pechino) e in Egitto (Biennale del Cairo). Ed è ben contenta di farlo, ponendosi sullo stesso terreno dello sguardo silenzioso e della sfida di Berlingeri.

 

Spazi espositivi del Cams – Edificio Polifunzionale – Campus di Arcavacata

20 maggio-10 giugno 2009 – da lunedì a venerdì: ore 9-13, 17.30-19.30

Inaugurazione: mercoledì 20 maggio 2009, ore 18.00

 

SEZIONE          ARTI VISIVE

 

SEZIONE FUTURISMO

a cura di Vittorio Cappelli

 

PERIFUTURISMO

IL FUTURISMO CORRE AI LATI, TRA I VULCANI I TERREMOTI E IL MARE

16-20 Novembre 2009

 

Uno dei caratteri che maggiormente qualificano il Futurismo quale movimento culturale, più che artistico, è senza dubbio la capacità pervasiva dei suoi protagonisti. Una pervasività di spazi, tempi, specializzazioni, modalità espressive, universi simbolici e sensoriali, e altro ancora, con ampiezza a profondità degna dei grandi movimenti culturali e religiosi della storia. Si tratta, certo, di un carattere noto e pure ben trattato nella letteratura accademica; un carattere al quale, tuttavia, le celebrazioni del centenario non sembrano aver dedicato sufficiente attenzione, né a livello nazionale né tantomeno a livello regionale.

Il progetto PERIFUTURSIMO, quindi, rappresenta una straordinaria opportunità per colmare un vuoto d’offerta culturale. Ciò che si intende celebrare, infatti, non è la retorica del centenario o quella dei temi centrali della filosofia futurista, che pure consentono di coglierne la portata. Ciò che si intende celebrare, invece, è la lunga durata dell’avanguardia futurista – quasi un quarantennio – e la sua capacità di coinvolgere periferie culturali e geografiche in Italia e nel mondo. Periferie non per secondarietà o marginalità, ma quale conseguenza di una centralità seminale e della straordinaria molteplicità originata dal fecondo pensare futurista. Una molteplicità che inevitabilmente implica corsie laterali e complanari, tunnel, viadotti e sopraelevate. Del resto Futurismo & Futurismi, la storica mostra di Palazzo Grassi (Venezia, 1986) ha rappresentato non a caso la prima grande celebrazione post-ideologica del movimento. E sul finire degli anni Novanta, tre importanti e originali mostre hanno documentato su scala regionale la circolazione del Futurismo al Sud, in Puglia, in Calabria e in Sicilia.  Si tratta infine oggi non solo di esporre le grandi creazioni artistiche futuriste, ma anche di verificare il perdurare di suggestioni futuriste, dialoganti con le produzioni artistiche del XXI secolo.

 

 

 

 

 

Sulla base di queste considerazioni e di una strategia di posizionamento che enfatizzi l’originalità del progetto a beneficio di un’offerta culturale armonica e tendente all’integrazione, il CAMS dell’Unical intende coinvolgere le istituzioni provinciali e regionali in un progetto che muove su più livelli per evidenziare la portata culturale del futurismo in Calabria e nel Sud. A questo scopo, gli eventi si svolgeranno nel Campus di Arcavacata, ma alcuni di essi saranno replicati a Cosenza e in provincia, per coinvolgere il territorio in una iniziativa che tende ad evidenziare il carattere “militante” e  capillare dell’avanguardia futurista. Perché ciò accada, è prevista la collaborazione del Conservatorio di Musica di Cosenza, di alcune compagnie e sale teatrali attive sul territorio e di alcuni ristoranti d’eccellenza.

 

 

Saranno realizzati:

·         Pubblicazione del volume “Calabria Futurista (1909-1943)”,

a cura di Vittorio Cappelli, Editore Rubbettino.

·         Convegno su Futurismo e Mezzogiorno. Piste vulcaniche dal Vesuvio all’Etna (passando per tarantole salentine e terremoti calabro-siculi:  interventi, tra gli altri, di Walter Pedullà (Roma); Ugo Piscopo (Napoli), Annamaria Ruta (Palermo); Vittorio Cappelli (Cosenza); Antonio Lucio Gannone (Lecce).

·         Mostra di arti visive

Dopo la velocità. 7 artisti calabresi della diaspora in dialogo col futurismo:

Alfredo Pirri, Giuseppe Gallo, Pietro Perrone, Ascanio Renda, Salvatore Dominelli, Antonio Violetta, Serafino Maiorano

(a cura di Paolo Aita).

·         Concerto di musica contemporanea

Il futurismo calabrese in musica:

5       compositori (Mauro Cardi, Mario Cesa, Alessandro Magini, Vittorio Montalti, Alessandro Solbiati)

+  3  musicisti (voce, oboe e fisarmonica)

x  7  futuristi (Labozzetta, Répaci, Alcaro, Gallina, Russo, Marasco, Tedeschi)

(a cura di Francesco Gesualdi).

·         Spettacoli teatrali:

- A Sud del Futurismo,  recital di Antonio Petrocelli

Testi di Marinetti, Cangiullo, Répaci, Labozzetta, Alcaro, Tedeschi…

- Omaggio alla Piedigrotta di Cangiullo, di Ugo Piscopo, regia di Renato Carpentieri (“Libera Scena Ensemble”, Napoli).

-  “Dolce Sintetico Show”, regia di Francesco Capitano (Associazione Ipotesi D2, Catanzaro) [o nuovo allestimento]

·         Cena futurista:

i principali chef calabresi, dell’associazione Assapori, saranno invitati a proporre un piatto futurista, fino a comporre un menu che possa rimanere in carta nei rispettivi ristoranti in occasione del centenario

·         Scienza, Tecnologia, Business e Comunicazione Futurista:

una snella mostra su tecnologia, marketing e comunicazione influenzata dal futurismo verrà allestita coinvolgendo differenti aree disciplinari e consentendo di cogliere l’ampiezza dell’influenza culturale del futurismo.