Mercoledì, 12 Dicembre 2018 00:00

ROBERTO LIPARI

Mercoledi 12 Dicembre 2018 Ore 21.00
Teatro Guarasci - Cosenza

 

ROBERTO LIPARI

 

Posto Unico € 12.00                                                     

Published in Eventi
Mercoledì, 12 Dicembre 2018 00:00

LEO GULLOTTA



 

Mercoledi 12 Dicembre 2018 Ore 20.30
Teatro A.Rendano - Cosenza

 

LEO GULLOTTA

in Pensaci Giacomino

di Luigi Pirandello

 

 

 

SETTORE 1   € 29,50

SETTORE 2   € 29,50

SETTORE 3   € 25,50

SETTORE 4   € 21,50

SETTORE 5   € 16,00

SETTORE 6   € 11,00



Leo Gullotta in Pensaci, Giacomino

di Luigi Pirandello

 

con

Rita Abela

Federica Bern

Valentina Gristina

Francesco Maccarinelli

Sergio Mascherpa

Gaia Lo Vecchio

Angelo Tosto

Sebastiano Tringali

 

regia

FABIO GROSSI

Luci Umile Vainieri

Musiche Germano Mazzocchetti

Regista Assistente. Mimmo Verdesca

Scene e Costumi Angela Gallaro

 

Sinossi

Pensaci Giacomino nasce in veste di novella del 1915 per poi avere la sua prima edizione teatrale, in lingua, nel 1917. Tutti i ragionamenti, i luoghi comuni, gli assiomi pirandelliani sono presenti in questa opera. Un testo di condanna, condanna di una società becera e ciarliera, dove il gioco della calunnia, del dissacro e del bigottismo e sempre pronto ad esibirsi. La storia racconta di una fanciulla che rimasta incinta del suo giovane fidanzato non sa come poter portare avanti questa

gravidanza, il professore Toti pensa di poterla aiutare chiedendola in moglie e potendola poi così autorizzare a vivere della sua pensione il giorno che lui non ci sarà più. Naturalmente la società civile si rivolterà contro questa decisione anche a discapito della piccola creatura che nel frattempo è venuta al mondo. Finale pirandelliano pieno Di amara speranza, dove il giovane Giacomino prenderà coscienza del suo essere, del suo essere uomo, del suo essere padre e andrà via da quella casa che lo tiene prigioniero, per vivere la sua vita con il figlio e con la giovane madre. Da qui si desume quanto tutto questo possa svolgere il pensiero pirandelliano nei confronti di una società che allora era misogina opportunista e becera. Racconta di uno Stato patrigno nei confronti dei propri cittadini soprattutto nei confronti della casta degli insegnanti, sottopagati e bistrattati.

Grande bella qualità del premio Nobel di Agrigento nel prevedere il futuro e come raccontava Giovan battista Vico corsi e ricorsi storici, cioè nulla cambia nulla si trasforma: ancora oggi si veste dei soliti cenci, unti e bisunti. Una società quindi letta con la mostruosità di giganti opprimenti presenti determinanti dequalificanti.

 

 

 

 

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