Mercoledì, 10 Maggio 2017 10:22

PRIMAVERA DEI TEATRI 2MILA17

Primavera dei Teatri

nuovi linguaggi della scena contemporanea

 

Castrovillari 

30 maggio - 4 giugno 2017

XVIII edizione

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martedì 30 maggio

                               

ore 19.00 Teatro Sybaris

Caprò (70’)

di Vincenzo Mambella

diretto e interpretato da Edoardo Oliva

 

Cresciuto nell'amore ostile dei suoi genitori e nell'attaccamento viscerale alla terra, in assenza di sogni e desideri, Caprò vive di riflesso quelli del fratello più giovane, anima inquieta e sensibile. Quando accadrà qualcosa che inceppa il suo asettico e protettivo pendolo interiore, un’illusoria fuga lo soccorrerà dallo smarrimento e dall'incapacità di sopravvivere all'imponderabile. Una piccola vicenda umana sommersa in qualche fondale che riemerge dal tenero e rabbioso racconto del protagonista: un uomo di più di un secolo fa, con i suoi conflitti, le sue fragilità, le sue responsabilità, le sue colpe, le sue punizioni. Non un eroe, ma un “eroe tragico” o più semplicemente: Cαprò.

Cαprò si ispira alla vicenda della nave Utopia, un bastimento inglese gravido di emigranti italiani che affondò nel 1891 davanti al porto di Gibilterra.

 

 

ore 21.00 Teatro Vittoria

Macbettu (90’)

spettacolo in sardo con sovratitoli in italiano           

di Alessandro Serra

con Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu, Felice Montervino, Leonardo Tomasi

regia Alessandro Serra

 

Il Macbeth di Shakespeare recitato in sardo e, come nella più pura tradizione elisabettiana, interpretato da soli uomini. L’idea nasce nel corso di un reportage fotografico tra i carnevali della Barbagia. Sorprendenti le analogie tra il capolavoro shakespeariano e i tipi e le maschere della Sardegna. La lingua sarda non limita la fruizione ma trasforma in canto ciò che in italiano rischierebbe di scadere in letteratura. Uno spazio scenico vuoto, attraversato dai corpi degli attori che disegnano luoghi ed evocano presenze. Pietre, terra, ferro, sangue, posture di guerriero, residui di antiche civiltà nuragiche. Materia che non veicola significati, ma forze primordiali che agiscono su chi le riceve.

 


 

mercoledì  31 maggio

 

ore 19.00 Teatro Sybaris

L’incidente – Io sono già stato morto (55’) prima nazionale

scritto e diretto da Francesco Aiello

con Francesco Rizzo, Giulia Pera, Gianluca Vetromilo

 

Fare le analisi e, soprattutto, attendere i risultati per Francesco è impossibile. Non vuole sapere nulla di cosa accade nel suo corpo. Ignorarlo vuol dire non affrontare il problema. Basta sentire i sintomi di una qualsiasi patologia al telegiornale per mettere in allarme tutti e, prima di tutti, la sua ragazza, Marta. Francesco è un ipocondriaco, vittima di un imbarazzante incidente che lo ha portato a coltivare i suoi timori. Le continue discussioni con Marta e con il fratello Lele lo portano a rievocare episodi del passato, in un serrato montaggio tra reale e onirico, ricordo e immaginazione. Il travaglio interiore di prendere una decisione per gli altri banale, ma che per Francesco è un bivio di fronte al quale potrebbe cambiare la sua vita: riempire o no il contenitore per le analisi delle urine.

 

ore 21.00 Teatro Vittoria

Codice nero (50’)

di e con Riccardo Lanzarone

 

Cosa succede quando un uomo qualunque è costretto in un ospedale? Salvatore Geraci, ex artificiere siciliano, racconta la sua vita: un tempo sospeso e solitario fatto di silenzi, sguardi, speranze e abbandono. Codice nerovìola l’intimità del paziente che aspetta il suo turno. L’attesa diventa l’anticamera perfetta di uno spazio personale dove rivelare chi si era prima della malattia e supporre come andrà a finire. Il tempo di attesa è indefinito e informe: il protagonista ci vive dentro in una costante altalena tra presente, passato e futuro. Si ricorda chi era e immagina chi vorrà essere. Salvatore attende e non smette di chiedere: “Tocca a me?”. Intanto prepara un fuoco d'artificio che deve esplodere in tempo o forse mai. Cosa hanno in comune la sanità e la polvere da sparo?

 


 

giovedì 1 giugno

 

 

ore 19.00 Sala Consiliare

Pedigree (50’) anteprima nazionale

di e con Enrico Castellani

cura Valeria Raimondi

 

Pedigree è la storia di un giovane uomo, della sua famiglia con due madri, del padre donatore e dei suoi cinque fratelli di sperma sparsi per il mondo. Pedigree racconta le difficoltà di una nuova generazione alle prese con genitori biologici e genitori di fatto, con nuove problematiche di identità e di coscienza. Pedigree riflette sulle prospettive di determinate scelte, dei diritti, dei desideri, delle aspettative di una generazione in provetta alla ricerca di nuove radici e alle prese con nuove paure. Un lavoro che è allo stesso tempo un pugno allo stomaco e una carezza, dotato di una scrittura che scivola leggera ma si attorciglia alle budella, carico di umanità.

 

ore 20.30 Teatro Vittoria

Franco Stone – Una storia vera (70’) prima nazionale

con Francesco Bottai, Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano, Tommaso Novi, Giulia Solano

intervistatore Dario De Luca

 

A Pisa, alla fine del Settecento, circolava la sinistra “leggenda” del dottor Franco Pietra, un misterioso scienziato, dedito all’applicazione del galvanismo sui cadaveri di esseri umani. Mary Shelley, in uno dei suoi tanti pellegrinaggi, potrebbe averlo conosciuto. Da questa suggestione è nato Franco Stone, un musical sperimentale, che è al tempo stesso una ricerca “divertita” delle fonti pisane che, nei primi anni dell’Ottocento, ispirarono l’autrice di Frankenstein!

 

 

ore 22.30 Teatro Sybaris

Aiace (90’) prima nazionale

drammaturgia Linda Dalisi e Matteo Luoni

regia Linda Dalisi

con Abraham Kouadio Narcisse, Estelle Franco, Annibale Pavone

 

Aiace è straniero in terra straniera. Nell’ultima produzione di Stabilemobile un attore ivoriano, un’attrice francese e un attore italiano rivivono la riscrittura di “Aiace”, da Sofocle. L’ingiustizia degli dei, la follia dell’eroe e l’ingegno dell’uomo si mescolano senza soluzione di continuità sulle rive di un luogo tragico e senza tempo. Linda Dalisi entra in contatto con la figura di Aiace dandogli, sin dal principio, il volto di Abraham Kouadio Narcisse e le lingue che parla. Abraham non è un attore professionista, e lavora come interprete nelle questure; accanto a lui altri due mondi rappresentati da Annibale Pavone ed Estelle Franco ruotano nel tentativo di arginare la sua furia prima, e la sua disperata e inconsolabile risoluzione di morte dopo. 

 


 

 

venerdì 2 giugno

 

 

ore 19.00 Teatro Sybaris

Tropicana (70’) prima nazionale

di FRIGOPRODUZIONI

con Francesco Alberici, Salvatore Aronica, Claudia Marsicano, Daniele Turconi

 

Tropicana, canzone del Gruppo Italiano, descrive un’apocalisse alla quale i presenti assistono senza quasi rendersene conto. Dopo aver dominato le classifiche dell’estate 1983, è diventato un brano simbolo dell’estate tout-court, passando alla storia come inno alla leggerezza estiva e ballo di gruppo per eccellenza. Mentre l’angosciante tematica del testo è passata completamente in secondo piano. In questo fallimento comunicativo consiste la magia di quest’opera. L’inquietudine nascosta di Tropicana è quasi inafferrabile, avvolta com’è in una confezione leggera e ridente. Di che parla davvero questa canzone? Perché nessuno ci ha mai fatto caso? Tropicana è un’immersione negli abissi, nel nero nascosto di una canzone. È la ricerca di un punto di contatto tra quel nero e questo attuale che ci sommerge.

 

ore 20.30 Teatro Vittoria

Personale Politico Pentothal – Opera rap per Andrea Pazienza (80’) anteprima nazionale

di e con Marta Dalla Via

con Omar Faedo (MOOVA), Simone Meneguzzo (DJ MS), Michele Seclì (LETHAL V), Alessio Sulis (REBUS), Giovanni Zaccaria (ZETH CASTLE)

Un omaggio al dizionario dadapaz di Andrea Pazienza. Le parole del titolo sono nodi di contenuto e il tentativo di scioglierli è lo spettacolo stesso. Tutto è una questione personale.  Politico è da intendersi non solo come relazione tra cittadini ma anche come rapporto con la città. Ogni città ha la sua piazza Verdi. Pentothal è uno degli alter ego grafici di Andrea Pazienza ma è anche un farmaco che libera i freni inibitori.  Così sono i rapper su questo palco: non accettano censure. Ma il Pentothal può essere anche ingrediente dell’iniezione letale ai condannati a morte.  È l’anestesia al resto del mondo, è l’abbassamento delle difese immunitarie culturali ed è lo spirito in cui, purtroppo o per fortuna, è immerso questo lavoro.

 

ore 22.00 Sala Consiliare

Masculu e fìammina (80’)

di e con Saverio La Ruina

Un uomo semplice parla con la madre. Una madre che non c’è più. Lui la va a trovare al cimitero. Si racconta a lei, le confida con pacatezza di essere omosessuale, l’esistenza intima che viveva e che vive. Scatta in lui un tipico confessarsi del sud, al riparo dagli imbarazzi, dai timori di preoccupare. Forse con un piccolo indicibile dispiacere di non aver trovato prima, a tu per tu, l’occasione di aprirsi, di cercare appoggio, delicatezza. E affiorano memorie e coscienze di momenti anche belli, nel figlio, a ripensare certi rapporti con uomini in grado di dare felicità, un benessere che però invariabilmente si rivelava effimero, perché le cose segrete nascondono mille complicazioni, destini non facili, rotture drammatiche. In un meridione con la neve, tra le tombe, finalmente con la sensazione d’essere liberi di dire.

 


 

sabato 3 giugno

 

 

ore 19.00 Sala Consiliare

fortebraccio teatro

Il Cantico dei Cantici (60’) anteprima nazionale

di e con Roberto Latini

 

Il Cantico dei Cantici è uno dei testi più antichi di tutte le letterature.

Pervaso di dolcezza e accudimento, di profumi e immaginazioni, è un inno alla bellezza, insieme timida e reclamante, un bolero tra ascolto e relazione, astrazioni e concretezza. Se lo si legge senza riferimenti religiosi e interpretativi, smettendo possibili altre chiavi di lettura, rinunciando a parallelismi, quasi incoscientemente, se lo si dice senza pretesa di cercare altri significati, può apparirci all’improvviso, col suo profumo, come in una dimensione onirica, non di sogno, ma di quel mondo, forse parallelo, forse precedente, dove i sogni e le parole ci scelgono e accompagnano.

 

ore 20.30 Teatro Vittoria

Io non sono un gabbiano (90’) prima nazionale

ideazione e regia Stefano Cordella

con Camilla Pistorello, Camilla Violante Scheller, Francesco Meola, Umberto Terruso, Dario Merlini, Dario Sansalone, Fabio Zulli, Daniele Crasti

 

Un giovane vuole fare di una passione la sua professione e dimostare alla comunità che lo sa fare bene. Vuole darsi un senso all'interno di un mondo che forse non era il suo ma ci si è trovato e ora deve lasciare il segno. Kostjia è ossessionato dalla necessità di trovare forme nuove, cerca disperatamente l'amore di chi non lo ama ed è disposto a distruggere chiunque provi a salvarlo dal baratro a cui ambisce. Attorno a Kostjia regna l'insoddisfazione e se “la vera felicità è desiderare quello che si ha” qui sono tutti infelici. Qualcuno prova a togliersi la morte di dosso ma un attimo dopo si stanca o si ritrova coperto di letame. C'è solo una speranza...ma quale? Dov'è? In terra o in cielo? E quale cielo poi?

 

ore 22.30 Teatro Sybaris

La Cerimonia (90’)

di Oscar De Summa

regia Oscar De Summa

con Oscar De Summa, Vanessa Korn, Marco Manfredi, Marina Occhionero

 

Edi è una ragazza normale, con una vita normale. Non fa niente di veramente sbagliato ma neanche niente che la identifichi con un primato. Non si distingue in nessuna graduatoria, sia essa declinata al bene o pericolosamente al male. Ha una vita sociale sufficiente, un buon rendimento a scuola, nessuna brutta compagnia la induce a nessuna pericolosa esperienza. Galleggia dolcemente sulla superficie della vita. Al di là della normale confusione che può avere una ragazza ancora adolescente, non si sente attratta davvero da nessuna cosa, nessuna situazione, nessun vero desiderio. La sua non è un’apatia generalizzata e generazionale che risponde al nome di capriccio, ma una vera e propria mancanza che trova la sua motivazione in un’assenza. Avere tutte le possibilità corrisponde a non averne nessuna se non vi è una regola, un limite.

 


 

domenica 4 giugno

 

 

ore 19.00 Teatro Vittoria

La Crepanza – Ovvero: come danzare sotto il diluvio (60’)  

di e con Francesco D’amore e Luciana Maniaci

regia Andrea Tomaselli

 

Il Burning Man è un lungo rave scatenato che si tiene nel deserto del Nevada. Quest'anno il tema è la fine del mondo. L'evento dura notti intere e chi ci partecipa è pronto a vivere qualsiasi esperienza. Qualsiasi ma non questa. D'improvviso, un bagliore accecante, e la folla danzante sparisce. Amara e Mio, si ritrovano totalmente soli nel nulla. Lei è convinta che sono entrambi morti e che quello in cui si trovano è un crudele aldilà. Lui è certo che si tratti di una prova e che l'importante sia credere di poterne uscire, avere fede. Anche quando si tratta di aver fede in un'aragosta di plastica, l'unico oggetto rimasto in quel vuoto.  Il rave dello sballo si trasforma così in un sorprendente eremitaggio di coppia nel deserto.

 

ore 21.00 Teatro Sybaris

Lingua di cane (60’)

con Franz Cantalupo, Sara D’Angelo, Elisa Di Dio, Noa Di Venti, Mauro Lamantia, Rocco Rizzo

drammaturgia Sabrina Petyx

regia Giuseppe Cutino

 

Uno spettacolo che attraversa sogni, storie, paure, amicizie, inimicizie, addii, tradimenti e speranze, dando voce a storie semplici e pensieri che non è difficile pensare me doloroso ammettere, perché non sempre la verità è scontata e semplice da raccontare, perché non sempre la verità c'è e a volte è così brutta da non volerla guardare. Noi che abbiamo conosciuto il destino di chi non è niente di più che una lingua di cane, ci troviamo ora a contare altri morti che non ci appartengono, per i quali non abbiamo responsabilità, per i quali allarghiamo le braccia prima che ci venga la tentazione di protenderle in avanti. Lingua di cane è la lingua di chi non ha voce per parlare, di chi ansima, di chi elemosina un pezzo di pane, di chi non merita un rispetto, una vita e una morte da uomo, come se uomo non lo fosse mai stato.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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