ENRICO MONTESANO



 

Martedi 26 Marzo 2019 Ore 20.30Mercoledi 27 Marzo 2019 Ore 20.30
Teatro A.Rendano - Cosenza

 

ENRICO MONTESANO

in IL CONTE TACCHIA

MUSICAL di SERGIO CORBUCCI 

 

Martedi 26 Marzo ore 20.30

 

 

Mercoledi 27 Marzo ore 20.30

 

SETTORE 1   € 44,50

SETTORE 2   € 44,50

SETTORE 3   € 39,50

SETTORE 4   € 29,50

SETTORE 5   € 21,00

SETTORE 6   € 15,00



“Il ritorno de: Il Conte Tacchia

Commedia d’amore, de cortello e nobiltà

Il sipario si alza su uno scatenato boogie woogie che soldati americani e popolo romano ballano, in un’allegria contagiosa, nella piazzetta del Conte Tacchia.

Checco come sergente Frank Puricelli, è ritornato a Roma dopo 30 anni, con la Va armata del generale Clark, nei luoghi della sua giovinezza. Tra le mura amiche, ad un invecchiato e stupito Sor Capanna racconta le vicissitudini patite trent’anni prima quando decise di partite per l’America con Fernanda, la sua ragazza.

Ricorda lo sbarco ad Ellis Island, le visite mediche, gli incontri con gli altri emigranti, anche quella con un certo Trump. Rivive la separazione da Fernanda, quando viene respinta con l’accusa di essere una sovversiva e i vani tentativi di ricongiungersi a lei per ritornare insieme in Italia. Quando il Sor Capanna si rende conto che Checco non sa nulla dell’attuale situazione si dilegua in preda all’agitazione. Checco siede al tavolino del caffè ed una giovane ragazza, che gli ricorda tanto Fernanda, lo porta di colpo indietro di trent’anni a rivivere il suo passato.

“Conte Tacchia è il soprannome affibbiato a Francesco Puricelli per via della sua professione di falegname e la sua mania di puntellare mobili e oggetti traballanti con una zeppa di legno, in romano appunto detta “tacchia”.

Checco aspira a migliorare la sua posizione sociale, affascinato com’è Checco aspira a migliorare la sua posizione sociale, affascinato com’è dall’aristocrazia, ma soprattutto dallo stravagante principe Terenzi, nobile decaduto e spiantato, ma ricco di una sua particolare saggezza e personalissima visione della nobiltà.

La conoscenza con la duchessina Elisa alla quale rivolge attenzioni e plateali galanterie, indispettisce il di lei fidanzato ufficiale, il marchesino Lollo d’Alfieri.

Approfittando della pubblica sfida lanciata alla nobiltà romana dal famoso spadaccino Tommeguex, i nobili romani incastrano Checco.

Nominato appositamente conte, con gelido calcolo da Vittorio Emanuele III, è costretto suo malgrado a sfidare il nobile spadaccino francese. Un provvidenziale fulmine salva Checco da una fine ignominiosa. Nel frattempo il padre ed il principe Terenzi, pongono fine alla loro esistenza terrena con una pantagruelica abbuffata, uccisi da una overdose di amatriciana, carbonara e “àjo e ojo” . Checco eredita così dal principe Terenzi proprietà, titoli e debiti e dal sor Alvaro, suo padre vero, un cospicua somma. Nonostante l’elevamento al rango di nobile, alla sua sontuosa festa, la vera nobiltà rimane assente.

A sfregio, un Checco ubriaco fradicio, terrà banco al Circolo Araldico in una memorabile e sfacciatamente fortunata partita allo Chemin, giocata contro i nobili ed il Duca Savello, padre della suddetta duchessina Elisa Elisa per recuperare i beni di famiglia, persi al gioco dal duca papà, propone a Checco,con pragmatico cinismo, un contratto matrimoniale che cela però un inganno.

Sarà Fernanda con la sua popolana schiettezza a svelare l’inganno e a salvarlo dalla trappola matrimoniale. La vicenda apre gli occhi a Checco, al quale ora la sopraggiunta consapevolezza, fa vedere con chiarezza lo scadimento morale e il cinismo della nobiltà dell’Italietta del primo novecento.

Ritorna consapevole alle proprie origini e alla sua amata fidanzata. Quando si riprende dalla sogno rievocativo, la ragazza del caffè lo apostrofa credendolo un americano, ma Checco risponde in perfetto romano. E lei di rimando:”Ma che hai fregato ‘a divisa a ‘n sordato americano?”

Dopo un vivace scambio di battute, la ragazza offre a Checco un caffè e poggiando il vassoio sul tavolinetto ne provoca un tentennamento. Checco senza indugio infila una tacchia sotto la zampa. La ragazza fugge in preda ad una forte emozione. Sarà suo fratello Checco junior, sopraggiunto nel frattempo che leggerà sulla camicia americana Il nome Puricelli. Sconvolto scappa anche lui. A quel punto vedremo Fernanda quasi cinquantenne apparire sulla soglia del caffe’. Una canzone racconta le emozioni dei due che si rincontrano dopo trent’anni, un grande abbraccio suggella il ritrovato amore. Acclamazioni e ironìe del popolo romano, che con uno scatenato Boogie-woogie conclude la commedia.

 

 

 

 

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